LETTERA DEGLI OPERATORI DEL PRONTO SOCCORSO DI ALBANO IN MERITO AL DECESSO DI UN PAZIENTE
03/12/2013  
 
  Al Commissario Straordinario ASL Roma H
Dr. C. Mucciaccio

In riferimento alle denunce/accuse che nei giorni scorsi hanno avuto vasta eco sui mass media locali e nazionali riguardanti il decesso del sig. Querci Massimiliano i sottoscritti Operatori Sanitari nel Pronto Soccorso dell’Ospedale “San Giuseppe” di Albano Laziale dichiarano quanto segue:
Tutte le notizie diffuse sono assolutamente false.
Falso che il paziente è stato abbandonato per 2 giorni sulla barella del Pronto Soccorso.
Falso che si è eseguito un semplice esame di routine solo dopo due giorni.
Falso che si è giunti alla diagnosi di pancreatite dopo 2 giorni. La diagnosi è stata fatta dopo un’ora dal primo accesso al Pronto Soccorso.
Falso che il paziente è stato dimesso. Il paziente ha rifiutato il ricovero al primo acceso nel Pronto Soccorso. Al secondo acceso è stata subito attivata la ricerca di un posto letto con la diagnosi precedentemente fatta.
Falso che non sono stati eseguiti tutti gli esami e le terapie necessarie sia durante il primo che durante il secondo accesso al Pronto Soccorso, avendo eseguito in tempi rapidissimi anche una tc urgente e ben due consulenze chirurgiche.
Falso che è stato assistito per 2 giorni solo dai parenti. NON C’ERA NESSUNO la notte e il giorno del decesso.
La madre si è presentata solo due ore dopo il trasferimento lamentandosi, con inaudita veemenza, solo della lontananza dell’Ospedale di trasferimento e di non essere stata avvertita a casa dell’avvenuto trasferimento.
Falso che il paziente non è stato seguito e monitorato durante tutta la sua permanenza nel Pronto Soccorso.
Falso che il paziente aveva avuto in passato solo “alcuni problemi con l’alcol”. Era un alcolista cronico in trattamento con alcover.
Falso che la pancreatite sia sempre una patologia da trattare chirurgicamente e in urgenza, specialmente se di origine alcolica. Sono eccezionali i casi in cui si interviene chirurgicamente e mai in emergenza.
Vero che il paziente è deceduto dopo alcune ore dal trasferimento.
Tutto ciò documentato nelle cartelle cliniche già in possesso della Procura di Velletri.
Tali notizie sono state diffuse da giornali e telegiornali locali e nazionali senza alcuna verifica sulla fondatezza, con un unico scopo: lo scoop giornalistico.
Perché senza conoscere la documentazione medica, ancor prima che la magistratura abbia dato inizio e/o esito ad indagini, ancor prima di conoscere effettivamente i fatti così come sono accaduti e verificare la fondatezza delle informazioni ricevute ci si è permesso di scrivere e definire “MALASANITA’ AL PRONTO SOCCORSO DEL SAN GIUSEPPE DI ALBANO”?

La notizia si è diffusa a macchia d’olio in tutta Italia. Telefonate sono giunte a tutti noi da parenti e amici residenti in altre città e anche al Pronto Soccorso, tutte con lo stesso tono: “ma siete voi che avete abbandonato quel paziente su una barella e poi è morto????”.
Dopo i primi momenti di sconforto ci si è resi conto dell’infamia gratuita e infondata che ci era stata gettata addosso. Non solo la carta stampata tutta ma anche il Telegiornale RAI 2 alle ore 13.00 e emittenti come TG5 e altre hanno diffuso questa infamante accusa. Nessuno si è degnato di verificare la notizia prima di diffonderla.
E’ ora di smetterla con la gogna mediatica contro i medici e tutti gli operatori sanitari.
E’ ora di smetterla di infangare la reputazione di chi tutti i giorni da anni si trova in prima linea per dare sollievo, con la propria cultura, esperienza, professionalità e studio continuo, a persone bisognose di cure e se possibile anche salvare vite umane.
E’ ora di smetterla con il giornalismo spettacolo.
E’ ora di smetterla, con la scusa di dare la Notizia, di sporcare per sempre la dignità, onore di qualsiasi cittadino onesto che lavora da sempre con impegno, dedizione, sacrificio e professionalità.
E’ ora di smetterla di emettere sentenze giornalistiche senza sapere neanche cosa sia la MEDICINA, la SANITA’, il DIRITTO.
Siamo stanchi di essere additati come assassini, omicidi senza scrupoli da chi non ha il compito di giudicare non solo perché non ne ha il diritto, ma anche perché non ha le capacità intellettuali e professionali per farlo.

In tutta Italia il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Albano Laziale è, ormai, il Pronto Soccorso dove si abbandonano i malati e si muore.
Non si prova vergogna a diffamare persone oneste?
Non si prova vergogna a diffondere, nell’esercizio delle proprie funzioni di giornalista, notizie non verificate?
Non si prova vergogna a fare del proprio potere di comunicazione un’arma per uccidere moralmente e psicologicamente chi lavora nella Sanità?
Quale è lo scopo di tale arroganza? vendere la Notizia?
LA MALASANITA’ LA FANNO I GIORNALISTI.
NOI FACCIAMO SANITA’.
Una volta diffusa, con risonanza nazionale, una notizia diffamante con la superbia giustizialista della gogna, non sono più sufficienti le rettifiche (in orari peraltro assurdi 8.30 di mattina), non sono più sufficienti le scuse.
Non si può permettere e chicchessia di offendere l’operato del Pronto Soccorso, dell’Ospedale “ San Giuseppe” di Albano Laziale, e dell’intera ASL Roma H senza averne diritto.
La Magistratura avrà modo, se lo riterrà opportuno, di appurare la verità dei fatti in oggetto.
Ci doliamo, comunque, dell’esito infausto del signor Querci pur essendo certi di aver operato sempre secondo scienza e coscienza.

Per tali ragioni
CHIEDIAMO
con veemenza e solerzia al Commissario Straordinario della ASL Roma H di valutare se procedere per il reato di diffamazione verso tutte le testate giornalistiche della carta stampata e video, che si sono interessate cosi calorosamente, nel caso non abbiano diffuso idonea rettifica e/o verso i familiari che abbiano formalizzato dichiarazioni mendaci.
Tutto ciò al fine di un idoneo risarcimento per il grave danno all’immagine per l’Azienda e per gli operatori.
Chiediamo altresì la pubblicazione sul sito della Asl di questa nota con il nulla osta ad agire legalmente come operatori nel caso l’azienda non ritenesse opportuna l’azione diretta.

Ringraziando dell’attenzione porgiamo distinti saluti

Albano laziale, 21/11/2013

Teresa Pula
Mauro D’Ambrosi Francesca Betto
Ursula Basile Maurizio Delfini
Antonio Grillo Maria Teresa Iorio
Vanna Rollando Daniela Franciosi
Francesco Santoni Flavio Dolfi
Paolo de Gregorio Stella Voltan
Vittorio Nicoli Marco Deriu
Massimo Perilli Veronica Vatamanescu
Luca Musmeci Catia Fabrizi
Salvatore Pace Laura Pucci
Alessandro Cefaro Tiziana Moscariello
Claudio Guglielmi Viviana Servadio
Alberto Romagnoli Maria Teresa Priori
Giovanni Mosiello Maria Vittoria Padroni