PROTOCOLLO INTEGRATO TRA I I COMUNI E LA ASL H2 - PUNTO UNICO DI ACCESSO (P.U.A.)
03/01/2013  
 
 
PROTOCOLLO INTEGRATO TRA I COMUNI E LA ASL RM H DISTRETTO H2 PER L’ATTIVAZIONE DEL PUNTO UNICO DI ACCESSO (P.U.A.)

TRA
I Comuni di Albano Laziale, Ariccia, Castel Gandolfo, Genzano di Roma, Lanuvio, Nemi

E
l’ Azienda Sanitaria RM H

Attraverso il Comune di Lanuvio, in qualità di Comune Capofila del Distretto socio-sanitario RMH2, nella persona del Sindaco, Dott. Luigi Galieti, con sede legale in Via Roma 20, 00040 Lanuvio (RM) e l’Azienda Sanitaria Locale RMH – Distretto H2, nella persona del Direttore Dott. Pierluigi Vassallo, con sede legale in Via Gallerie di Sotto 6, 00041 Albano Laziale.

PREMESSO CHE
- la globalità della persona costituisce la base per il superamento della settorialità dei servizi e per la sempre più estesa introduzione di servizi integrati;
- va garantita ai cittadini una funzione territoriale unitaria in grado di accogliere l’espressione dei bisogni sanitari e sociali e di relazionarsi con la rete dei servizi, anche attraverso l’attivazione di percorsi assistenziali unitari;
- la tempestività nell’accesso e la capacità di prima lettura immediata del bisogno e presa in carico costituiscono requisiti indispensabili per assicurare al cittadino certezza sui tempi, quantità e qualità delle risposte assistenziali;
- la presa in carico globale del soggetto fragile da parte della rete dei servizi necessita di una funzione di valutazione in grado di integrare la componente sanitaria con quella sociale e assistenziale;
- il decreto del Presidente della Regione Lazio 5 Settembre 2008 n. 8. avente ad oggetto "Approvazione della programmazione per l’integrazione socia-sanitaria della Regione Lazio e delle linee guida per la stesura del Piano Attuativo Locale triennale 2008 - 2010" ha tracciato gli ambiti, individuato gli strumenti e definito le procedure per la costruzione di un "sistema integrato di interventi e servizi sociali e sanitari";
- l’Accordo di Programma del Distretto RMH2, sottoscritto in data 11.10.2010 , ha approvato il quadro della collaborazione interistituzionale tra i Comuni di Albano Laziale, Ariccia, Castel Gandolfo, Genzano di Roma, Lanuvio, Nemi, la Asl RMH – Distretto sanitario H2 e la Provincia di Roma;
- la Deliberazione di Giunta Regionale del Lazio n. 315 del 08. 07.2011 ha approvato il documento “Il Punto Unico d’Accesso socio-sanitario integrato nella Regione Lazio – Linee d’indirizzo” con il quale si tracciano le linee guida per la realizzazione o l’adeguamento dei PUA;
- nel territorio distrettuale sono state realizzate, nel corso degli anni, significative esperienze di integrazione socio-sanitaria tese a superare la frammentazione degli interventi;<br>
- è stata riconosciuta l’importanza di istituire un Punto Unico di Accesso ai servizi sociali, sanitari e socio-sanitari, finalizzato a garantire:
1. unitarietà di accesso;
2. capacità di ascolto e raccolta degli elementi utili ad individuare il bisogno delle persone;
3. orientamento e filtro dei bisogni della persona;
4. esigibilità dei diritti e promozione di una maggiore equità;
5. trasparenza e fiducia nei rapporti tra cittadino e servizi, soprattutto relativamente ai tempi di attesa per l’accesso ai servizi;
6. osservatorio e monitoraggio dei bisogni e delle risorse

VISTI
- il Piano Strategico Aziendale 2010-2012 della ASL RMH, nel quale è prevista l’organizzazione del Punto Unico di Accesso e la sua presenza;
- le indicazioni per la realizzazione e la regolamentazione dei Punti Unici di Accesso distrettuali della ASL Roma H;
- Vista la Deliberazione del Direttore Generale n. 872 dell’6 Ottobre 2011:

SI CONVIENE E STIPULA QUANTO SEGUE

Il Punto Unico di Accesso verrà attivato, in via sperimentale, dal 1°Gennaio 2013 anche in assenza di tutti i supporti informatici e professionali necessari e che è auspicabile siano disponibili al termine della fase sperimentale (31.12.2013).

La sede sarà quella del Distretto Sanitario RMH2, in quanto è ben conosciuta, priva di barriere architettoniche, facilmente raggiungibile dall’utenza, collegata con le linee di autobus e tra breve anche con un ampio parcheggio esterno.

Per quanto sopra espresso i soggetti promotori del presente Protocollo d'intesa approvano e sottoscrivono il seguente Regolamento:

PROGETTO P.U.A.

FINALITA’

L'azione che ci si propone di mettere in campo con l’istituzione del Punto Unico di Accesso, oltre che di informazione ed orientamento, ha lo scopo di rendere adeguati e puntuali i percorsi di presa in carico delle persone con problemi sociali, sanitari e socio-sanitari complessi e diversificati, sviluppando azioni di sistema che facilitano ed incoraggiano l’accesso ai servizi alle misure disponibili, come elemento di garanzia sostanziale del "principio di equità di accesso".
E' fondamentale saper leggere il bisogno e organizzare la risposta attraverso l'elaborazione di percorsi di semplificazione di presa in carico della complessità ristabilendo, almeno per alcuni problemi, l'affermazione e l’esigibilità del diritto, evitando nel contempo una sovrapposizione di interventi che determinano sprechi di risorse economiche e inadeguate prestazioni professionali, promovendo economie di scala in modo direttamente proporzionale alla riduzione delle inefficienze organizzative.
Perchè ci si possa avvicinare al modello enunciato, è necessario predisporre una regia organizzativa che definisca una serie di azioni propedeutiche alla creazione di un “ambito “ di ascolto e di presa in carico dell'utente con modalità di accoglienza: iI P.U.A.

II P.U.A. è una funzione del Distretto socio-sanitario, in grado di fornire informazioni e orientamento alle persone, risolvere problemi semplici e affrontare i casi più complessi.
Questi ultimi, sono affrontati inviandoli verso le sedi adeguate (servizi sociali o sanitari) oppure, in caso di una pluralità di bisogni, attivando le unità valutative multi-disciplinari per una valutazione multi-dimensionale, sviluppando un progetto individuale e definendo le responsabilità delle attività integrate (case manager).

II PUA deve garantire la massima apertura a tutte le persone che vi si rivolgono, in particolare, la continuità e la tempestività degli interventi alle persone con problemi sociosanitari complessi, cui devono essere fornite risposte multiple, persone con età avanzata, disabili, minori, migranti, le cui condizioni possono essere aggravate da problematiche di tipo socio-economico.

L'accesso alle prestazioni sociali, sanitarie e socio-sanitarie è effettuato a cura del Punto Unico d'Accesso (P.U.A.), previa valutazione e accertamento della tipologia del bisogno, anche attraverso schede di rilevazione, che permettono di valutare la qualità e l’intensità di tale bisogno ed il relativo triage.

Si sono a tal fine identificate, azioni propedeutiche alla creazione del Punto Unico di Accesso come di seguito riportato:

- La creazione delle reti sia fisiche che telematiche;
- La definizione dei percorsi assistenziali;
- La realizzazione o semplificazione delle procedure amministrative con “responsabilità certe”;
- Una diversa gestione dell’informazione e della comunicazione sociale e sanitaria;
- La costruzione di ambiti operativi comuni tra le diverse istituzioni, sociali e sanitarie e di un linguaggio condiviso;
- Una modificazione della gestione del lavoro basata sull’integrazione;
- Una nuova corresponsabilità tra le diverse istituzioni, con buone pratiche e protocolli programmatici condivisi.

L'integrazione dei Servizi e delle prestazioni e il collegamento tra tutte le "reti", personali e telematiche, è conditio sine qua non per garantire il funzionamento di tutto il sistema sociale e socio-sanitario integrato attraverso il P.U.A.

OBIETTIVI
- realizzazione, in progressione di una rete socio-sanitaria, anche telematica;
- miglioramento dell’orientamento dell’utenza;
- miglioramento dell’accesso alla rete integrata dei servizi socio-sanitari territoriali;
- implementazione di informazione, educazione, orientamento e gestione della domanda;
- garanzia di presa in carico ed attivazione della rete dei servizi integrati.

FUNZIONI

- assicura un’informazione completa ai cittadini e agli stranieri in merito ai diritti, alle prestazioni, alle modalità di accesso ai servizi;
- si pone come un osservatorio privilegiato dei bisogni e delle risorse del territorio;
- indirizza attivamente e accompagna l’utente presso le strutture erogatrici dei servizi, utilizzando strumenti valutativi multi-disciplinari integrati ;
- promuove, rendendo visibile e leggibile sul territorio il sistema integrato dei servizi con le reti socio-sanitarie;
- valuta periodicamente l'adesione del servizio P.U.A. alle linee d'indirizzo e agli obiettivi del presente accordo.

L'attività di osservatorio si sostanzia nella raccolta di dati sulla domanda e sull'organizzazione dell'offerta. Monitorizza i servizi erogati sul territorio di riferimento e cura la ricezione dei reclami. Questa attività si esplica attraverso riunioni periodiche dell'équipe e l’invio di report dove sono indicate le azioni realizzate e i dati quantitativi e qualitativi relativi agli accessi.

UBICAZIONE

II P.U.A. a partire dall’1 Gennaio 2013 in via sperimentale sarà ubicato presso la sede del Distretto sanitario H2, in quanto è ben conosciuta, priva di barriere architettoniche, facilmente raggiungibile dall’utenza, collegata con le linee di autobus e tra breve anche con un ampio parcheggio esterno.

METODOLOGIA DI LAVORO

I FASE:
• Ricognizione dei servizi sociali e sanitari (comunali, provinciali, del Piano di Zona, della ASL, sovra-distrettuali) e delle procedure di accesso attraverso un contatto diretto con i singoli servizi. Acquisizione della modulistica utilizzata.
• Inserimento dei dati nel sistema informatico.
Predisposizione di un archivio attraverso l'installazione di un programma ad hoc.

II FASE:
• Creazione di una rete telematica tra tutti i servizi socio-sanitari;
• Attivazione del P.U.A.
Ascolto e decodificazione della domanda, comunicazione diretta delle informazioni richieste (presa in carico di I livello) oppure, se la domanda è complessa, avvio della presa in carico attraverso la valutazione di equipe professionali multidisciplinari (UVM), per l’individuazione di interventi specifici o per l'elaborazione di Progetti Assistenziali Individuali PAl (presa in carico di II livello).
• Promozione dei Servizi attraverso l’attività di sportello e attraverso altre forme di pubblicità che consentono l’accesso alle informazioni ad un pubblico più vasto possibile (siti dei Comuni, avvisi pubblici, giornali locali, predisposizione di una Carta Distrettuale dei Servizi Socio-Sanitari, aggiornata periodicamente).
• Costruzione della rete e definizione delle procedure sempre aggiornate per permettere al Punto Unico di operare una funzione di orientamento e di fornire risposte sempre più appropriate, evitando così duplicazioni di interventi e dispersione di risorse.
• Realizzazione di attività di monitoraggio dei servizi attraverso la definizione per ogni servizio di indicatori specifici e applicazione di questionari ad hoc.

OPERATORI

Per realizzare quanto sopra indicato, si costituisce un Coordinamento permanente di Distretto composto da operatori sanitari nelle figure di Direttore di Distretto sanitario, Assistente sociale coordinatore, Infermiere professionale coordinatore, Fisioterapista coordinatore, Coordinatore dell’Ufficio di Piano e Responsabili dei servizi sociali dei Comuni del Distretto. <br>
Tale Coordinamento avrà il compito di realizzare la condivisione dei percorsi socio-sanitari necessari all’avviamento del Front–office e verificare nel tempo la gestione e le eventuali difficoltà che potranno verificarsi.
Per quanto riguarda il Front-office, invece, le figure preposte saranno:

1. Una Assistente Sociale messa a disposizione dal progetto “Segretariato sociale” del Piano di Zona, con un orario proporzionale ai finanziamenti preposti
2. Una figura professionale incaricata dalla ASL, compatibilmente con le risorse disponibili.

ORARIO
Il servizio sarà aperto al pubblico, come da delibera Aziendale.

INFORMAZIONE
Gli operatori P.U.A. perchè il servizio possa funzionare in maniera adeguata, dovranno realizzare interventi di informazione in favore di soggetti coinvolti nella rete dei servizi sociali e sanitari (medici di medicina generale, referenti di servizi sociali e sanitari, scuole terzo settore, farmacie sindacati, forze dell’ordine, etc).

FORMAZIONE
La formazione degli operatori del P.U.A. deve garantire un aggiornamento continuo sui contenuti e le metodologie di lavoro nei servizi. Sarà organizzato un programma di formazione destinato agli operatori sia sociali che sanitari della rete territoriale, in cui verranno trattati temi relativi all’organizzazione, funzioni ed attività del PUA, modalità di interazione della rete dei servizi, percorsi assistenziali e servizi attivabili tramite il P.U.A.


Letto, approvato e sottoscritto in data 28.12.2012

Firmato

Il Direttore del Distretto Sanitario RM H2
Dott. Pierluigi Vassallo

Il Sindaco del Comune di Lanuvio
Capofila del Distretto Socio-Sanitario
Dott. Luigi Galieti